In Sardegna esiste una conoscenza segreta che si tramanda a voce, fatta di parole che curano e gesti che proteggono, di formule pagane e scongiuri, di segni misteriosi tracciati nel silenzio della fede, quando il male non abita soltanto nel corpo e la guarigione non è soltanto medicina. È un filo che attraversa il tempo e lega nascita e morte, malattia e guarigione, visibile e invisibile. Tra credenze ancestrali, culti antichi e cristianesimo popolare, si costruisce una visione della vita in cui ogni cosa è connessa: corpo, spirito, comunità. Vi operano figure sospese tra realtà e mistero, custodi di antichi medicamenti e donne che praticano ciò che non si deve mostrare. È il mondo occulto delle meigadoras e delle bruxas, delle forze che proteggono e di quelle che tentano di piegare la realtà alla volontà umana. Dalle forme della Dea Madre al culto delle acque, fino ai santi e alle preghiere popolari, si snoda nei secoli una trama in cui fede e magia convivono; un mondo che si manifesta nei corpi, nei desideri, nei silenzi delle case e nella durezza delle campagne; negli oggetti apotropaici e negli amuleti, e nelle figure sospese tra storia e leggenda come s'accabadora, custode dell'ultimo, enigmatico passaggio. Questo libro attraversa quel confine sottile in cui il sacro e il profano si incontrano e vivono nei gesti, nelle parole, nel respiro stesso di un'isola da sempre votata al sacro. Perché in Sardegna certe conoscenze non appartengono al passato. Resistono. E continuano ad agire nel silenzio dei rituali tramandati