La Vacanza Dei Superstiti (E La Chiamano Vecchiaia) - Valeri Franca | Libro Einaudi 05/2016 - HOEPLI.it


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valeri franca - la vacanza dei superstiti (e la chiamano vecchiaia)

LA VACANZA DEI SUPERSTITI (E LA CHIAMANO VECCHIAIA)




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Einaudi

Pubblicazione: 05/2016





Note Editore

«Improvvisamente ho novant'anni» è l'incipit folgorante di questo libro: un viaggio giovanissimo nella vecchiaia.

«A distanza, vediamo ogni cosa risolta. Siamo in una comoda poltrona a chiacchierare. Non so se essere grata al destino di avermi riservato una fin de partie cosí». Seduta idealmente (ma solo idealmente) su quella poltrona, lo sguardo pronto a spostarsi in un istante dal passato al futuro, Franca Valeri dà avvio al suo racconto. Una divagazione sulla vecchiaia (la sua e quella di tutti) infarcita di storie, aneddoti, pensieri bellissimi, in cui si condensa tutta l'intelligenza e l'ironia di una delle figure piú vitali del nostro Novecento. A poco a poco, veniamo catturati e scossi: perché la testa di Franca Valeri non riposa mai, ed è un patrimonio da preservare. Frase dopo frase.

«L'ansia è una malattia incurabile. Può sfociare nel mostruoso (credo che Hitler ne soffrisse) o limitarsi a riempire di rughe una signora».

«Ho le mie ore di svago, un telefono, anche due, che suonano, delle idee che mi tengono sveglia insieme a tanti ricordi, la mia testa è come una piazza».

«Sto lí con Roro e i gatti; Paolino con i dieci minuti di grattate, Cocò e Zerlina da ospitare sui cuscini. È un risveglio regale, mi sento felice di essere una vecchia signora con quattro soldi e molte bestiole».

«Io non ho il coraggio di dirglielo a quel ragazzo carino, poco piú che ventenne, che affida le sue idee a quell'oggetto che chiamano computer e ascolta le notizie del suo amico mediatico in America; come dirglielo che ci è bastato essere molto sicuri delle nostre idee per entrare in quelle degli altri?»




Prefazione

"Io vorrei ricordare l'ultima volta che ho fatto l'amore. La prima sí, la ricordo, ma non ha importanza. L'ultima avrebbe l'importanza di una data. Sarei arrivata a un tipo di storia: la mia. Una storia che si svolge e di cui non è impossibile trovare gli estremi. Ma in questo caso sí, manca il racconto. Il racconto di un'ultima volta senza storia, evidentemente. Forse la memoria allontana tutto il già finito. L'amore ha una componente eroica, non c'entra con la noia, né con la routine. Ecco perché nella memoria non c'è la sua fine."




Trama

"La vacanza dei superstiti" è un testo vivo, cangiante, capace di gettare luce dentro ognuno di noi, perché è scritto da chi - dopo aver vissuto con furia, allegria e coerenza un secolo, accumulando esperienze e idee - si è guadagnato un privilegio raro: una libertà radicale, di pensiero e di parola. "A distanza, vediamo ogni cosa risolta. Siamo in una comoda poltrona a chiacchierare. Non so se essere grata al destino di avermi riservato una fin de partie così". Seduta idealmente (ma solo idealmente) su quella poltrona, lo sguardo pronto a spostarsi in un istante dal passato al futuro, Franca Valeri dà avvio al suo racconto. Una divagazione sulla vecchiaia (la sua e quella di tutti) infarcita di storie, aneddoti, sentenze spiazzanti, pensieri bellissimi. Poco più di cento pagine in cui si condensano tutta l'intelligenza e l'ironia sedimentate negli anni e visibili a occhio nudo come i cerchi degli alberi. Pescando qua e là: "Il fatto è che per rimpiangere la felicità ce ne vorrebbe dell'altra". "L'ansia è una malattia incurabile. Può sfociare nel mostruoso (credo che Hitler ne soffrisse) o limitarsi a riempire di rughe una signora". "Io vorrei ricordare l'ultima volta che ho fatto l'amore. La prima sì, la ricordo, ma non ha importanza". O ancora: "Come dirglielo, a quel ragazzo ventenne, che ci è bastato essere molto sicuri delle nostre idee per entrare in quelle degli altri?" A poco a poco, veniamo catturati e scossi...




Autore

Franca Valeri è nata a Milano e vive a Roma. La sua lunga carriera teatrale, cinematografica, radiofonica e televisiva è nota a tutti. Ha pubblicato Il diario della Signorina Snob (Mondadori 1951, Lindau 2003), Le donne (Longanesi 1960, Einaudi 2012), Le Catacombe (Cappelli 1961), Questa qui, quello là (Longanesi 1965), Toh, quante donne! (Mondadori 1992, Lindau 2004), Tragedie da ridere – Dalla Signorina Snob alla vedova Socrate (La Tartaruga 2003), Animali e altri attori – Storie di cani, gatti e altri personaggi (Nottetempo 2005), Di tanti palpiti. Divertimenti musicali (La Tartaruga 2009). Per Einaudi ha pubblicato Bugiarda no, reticente (2010 e 2012), L'educazione delle fanciulle (2011, con Luciana Littizzetto) e le commedie Non tutto è risolto (2011) e Il cambio dei cavalli (2014).







Altre Informazioni

ISBN:

9788806230081

Condizione: Nuovo
Collana: SUPERCORALLI
Dimensioni: 223 x 17 x 146 mm
Formato: Rilegato
Pagine Arabe: 120






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