• Genere: Libro
  • Pubblicazione: 11/2020

SURFACEX

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NOTE LIBRAIO
Già il titolo indica uno slittamento, un accenno che s’insinua sottotraccia e che ne costituisce<br />l’andamento e lo spirito. Surfacex e non Surfaces, come grammatica vorrebbe. Un “ex” che suggerisce<br />qualcosa di già accaduto, un tempo trascorso. Come una briciola di Pollicino, questa “x” anomala<br />indica come queste immagini siano concentrazioni e apparizioni del tempo, nate da un lungo cercare<br />nelle pieghe del visibile. Esse conservano e danno voce a tracce di presenze svanite o solo nascoste, a<br />sopravvivenze che suggeriscono sottovoce e non indicano significati precisi.<br />Certo, le “superfici” qui fotografate sono quelle dei muri che l’autore ha incontrato negli anni. Ma il<br />termine “muro” ci rimanderebbe troppo ad autori come Brassaï, Aaron Siskind o Nino Migliori. Autori<br />le cui opere dedicate ai muri, seppur simili tematicamente a quelle di Bonfiglio, esprimono significati<br />distanti rispetto al suo lavoro e nascono da un humus artistico e culturale diverso. Se mai si volessero<br />cercare delle assonanze, il lavoro di Bonfiglio potrebbe essere avvicinato solo a quello di Siskind. Più<br />per l’aspetto allusivo sotteso alle loro opere – come la connessione fra immagini e stati d’animo – che<br />non quello formale: ogni rimando all’espressionismo astratto (di cui Siskind si è nutrito) è infatti qui<br />evitato, per lasciare spazio a fotografie spesso frontali e studiate geometricamente che si sviluppano<br />seguendo una sorta di narrazione sospesa.<br />Simili a impronte del tempo capaci di accogliere le genealogie inconsapevoli che emergono dai muri<br />delle strade, le fotografie di Bonfiglio si basano su inquadrature limpide e strutturate. Giocano<br />inizialmente sull’ambiguità del vuoto e dei bianchi velati da sfumature materiche, rivelano superfici<br />simili a diaframmi vibratili, per inoltrarsi poi verso strati materici via via più intrisi di oscurità, fino a<br />far predominare un nero quasi assoluto. Ogni immagine della sua ricerca rimanda alla successiva, in<br />un sottile degradare dalla luce all’oscurità, dalla leggerezza alla forza della materia, a un nero segreto.<br />L’ombra fotografata contiene infatti al suo interno una sorta di movimento latente che trasforma<br />l’immagine in una figura immobile del passaggio del tempo. Questo tempo ritrovato (non a caso nel<br />libro Surfacex le sue immagini sono inframmezzate con brevi frasi tratte dalla Recherche di Marcel<br />Proust) carica l’immagine di un’immobilità vibrante, attraversata dal tremolio del passato, delle cose<br />immerse nella memoria.

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9786009878116