TRAMA
Il bombardamento delle città di Hiroshima e Nagasaki rimane probabilmente l'evento più controverso di tutta la storia contemporanea, sul quale ancora oggi non è facile intavolare un dibattito laico e razionale, prevalendo il carattere emotivo e ideologico delle valutazioni negative sulle decisioni che lo resero possibile. L'autore, partendo da un punto di vista pragmatico e non dogmatico, analizza il contesto e le circostanze in cui si trovarono a operare coloro che presero tali decisioni. In particolare, mostra come la corsa planetaria al nucleare militare sia cominciata ben prima del Progetto Manhattan e offre un resoconto degli ultimi atti della Seconda guerra mondiale rivelando episodi probabilmente ignoti alla maggior parte dei lettori, alcuni dei quali portati alla luce soltanto di recente e di fronte ai quali è difficile cavarsela con astratti 'pronunciamenti morali'.
ALTRE INFORMAZIONI
- Condizione: Nuovo
- ISBN: 9788862504690
- Collana: Guerini e Associati
- Dimensioni: 143 x 21 x 213 mm
- Formato: Brossura
- Pagine Arabe: 260
Il libro di Paolo Agnoli sembra "inutile": Hiroshima, il nostro senso morale... cosa può esserci da dire? Non si può certo mettere in discussione che Hiroshima abbia rappresentato una pagina tremenda della storia del nostro pianeta, Nagasaki forse peggio ancora... il nostro senso morale fa il suo dovere e condanna questi tragici eventi, con un pizzico di distacco e di confortante consapevolezza (o speranza) che eventi del genere non potranno mai più ripetersi. Tutto ciò accade se ci si limita a leggere il titolo o a guardare la copertina, dando diritto di cittadinanza al libero agire non solo del nostro senso morale primordiale, ma anche del nostro istinto.
Ma se poi si legge il libro si scopre che gli eventi, e dietro ad essi i nostri giudizi, cominciano a rivelarsi nella loro inevitabile complessità: c'è il vaglio della ragione, c'è il bianco che non sempre è bianco ed il nero che non sempre è nero. E le tonalità di grigio si scoprono infinite e spesso molto incerte... e a quel punto si entra in crisi.
Leggendo, si è costretti – a volte nostro malgrado - ad ammettere che certe tesi o semplicemente certe spiegazioni dell’Autore non sono oggettivamente contestabili: e ciò non solo perché spesso suffragate da dati e documenti, ma anche perché ci si rende conto che quella reazione istintiva che ci aveva inizialmente guidato (e magari indignato), ci aveva portato a commettere a nostra volta una terribile ingiustizia, portandoci a discriminare tra morti e morti, tra tragedie e tragedie, tra eventi raccapriccianti ed altrettanti eventi raccapriccianti.
Alla fine della lettura potreste non aver sposato in pieno le idee e i principi che l'Autore discretamente propone (e mai impone), ma il vostro spirito critico ringrazierà, se non altro per l’esercizio a cui lo avrete sottoposto e per le diverse prospettive e chiavi di lettura che avrete vagliato... un libro che, comunque la si pensi, non ci si può pentire di aver letto.