20/02/2013
Di federica.rm
5 stelle su 5
Il libro di Paolo Agnoli sembra "inutile": Hiroshima, il nostro senso morale... cosa può esserci da dire? Non si può certo mettere in discussione che Hiroshima abbia rappresentato una pagina tremenda della storia del nostro pianeta, Nagasaki forse peggio ancora... il nostro senso morale fa il suo dovere e condanna questi tragici eventi, con un pizzico di distacco e di confortante consapevolezza (o speranza) che eventi del genere non potranno mai più ripetersi. Tutto ciò accade se ci si limita a leggere il titolo o a guardare la copertina, dando diritto di cittadinanza al libero agire non solo del nostro senso morale primordiale, ma anche del nostro istinto.
Ma se poi si legge il libro si scopre che gli eventi, e dietro ad essi i nostri giudizi, cominciano a rivelarsi nella loro inevitabile complessità: c'è il vaglio della ragione, c'è il bianco che non sempre è bianco ed il nero che non sempre è nero. E le tonalità di grigio si scoprono infinite e spesso molto incerte... e a quel punto si entra in crisi.
Leggendo, si è costretti – a volte nostro malgrado - ad ammettere che certe tesi o semplicemente certe spiegazioni dell’Autore non sono oggettivamente contestabili: e ciò non solo perché spesso suffragate da dati e documenti, ma anche perché ci si rende conto che quella reazione istintiva che ci aveva inizialmente guidato (e magari indignato), ci aveva portato a commettere a nostra volta una terribile ingiustizia, portandoci a discriminare tra morti e morti, tra tragedie e tragedie, tra eventi raccapriccianti ed altrettanti eventi raccapriccianti.
Alla fine della lettura potreste non aver sposato in pieno le idee e i principi che l'Autore discretamente propone (e mai impone), ma il vostro spirito critico ringrazierà, se non altro per l’esercizio a cui lo avrete sottoposto e per le diverse prospettive e chiavi di lettura che avrete vagliato... un libro che, comunque la si pensi, non ci si può pentire di aver letto.