A metà tra diario romanzato e trattato etnografico-psicoanalitico sugli usi e costumi sessuali di uomini e donne giapponesi dell'epoca Meiji, Vita Sexualis si presenta come uno scatto letterario quanto mai nitido, un testo fondamentale per comprendere a pieno quel periodo così importante di transizione socioculturale fra tradizione e modernità che caratterizzò il Giappone a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo. Le descrizioni delle esperienze amorose del protagonista Kanai Shuzuka, alter ego dello scrittore, il quale crescendo scopre via via il mondo della sessualità nella sua complessità e varietà (dalle pratiche omoerotiche fra maschi in collegio, alla prostituzione semi-legalizzata nei quartieri di piacere di Tôkyô, e ancora, dall'adulterio alla pubblicazione di libri con illustrazioni a carattere sessualmente esplicito) sono accompagnate da descrizioni di luoghi, abitudini, pratiche sociali, cambiamenti storico-culturali e persino usanze linguistiche del periodo in cui Mori visse. Mori utilizza uno stile pungente, schietto, brutale, volutamente ironico e provocatorio che invita i lettori alla riflessione, presentando la realtà della sessualità nella sua più totale trasparenza, in aperto contrasto col puritanesimo asfissiante vigente nella società giapponese. Né un romanzo di formazione, né un racconto dell'iniziazione sessuale del protagonista, bensì un dipinto comprensivo, da più prospettive, dell'eterogeneità di una società in pieno cambiamento e delle difficoltà di trovarsi a crescere in una società del genere. Il testo è presentato per la prima volta in traduzione italiana dall'originale giapponese, in un'edizione ricca di note esplicative accompagnate da una postfazione che aiuterà i lettori ad apprezzare il valore di una delle opere fondamentali della letteratura giapponese contemporanea.