Brossura con alette, ill. colori e b/n. La videoarte si afferma nel contesto artistico degli ultimi anni '60, in una fase di slancio creativo e sperimentale che si concretizza nella videoscultura e nei video-environment. Nel marzo 1963 Nam June Paik, di formazione compositore, installa dodici televisori, quattro pianoforti e un certo numero di giradischi, mangianastri e oggetti metallici da percussione nella Galleria Parnass a Wuppertal. La prima mostra dedicata a questo linguaggio, "TV as a Creative Medium", si tiene nel 1969 nella Howard Wise Gallery di New York. Ma è l'invenzione della telecamera con registratore portatile a sancire la nascita della videoarte, che dipende, più di ogni altro linguaggio artistico, dallo stato dell'evoluzione tecnologica. Agli albori della nuova arte, l'immagine ripresa dalla telecamera viene proiettata immediatamente su un monitor ad essa collegato; in seguito le videoriproduzioni si fanno più lunghe e curate e le immagini vengono spesso visualizzate su più monitor contemporaneamente. Allo stato attuale, nella videoarte sono riconoscibili orientamenti diversi, che spaziano dall'arte concettuale al legame con la cultura pop (si pensi ai video musicali e narrativi), dalla performance alla sperimentazione nel campo della percezione visiva. Dopo un'introduzione di carattere generale, questo libro presenta una serie di esempi significativi che offrono un'ampia panoramica sulla videoarte dalle sue origini a oggi.