Nel contesto di questi ultimi anni non si può non richiamare lo spazio occupato dai conflitti e dalle guerre nella rappresentazione della realtà da parte dei media. Così l'informazione è nel mirino non solo perché è diventata soggetto attivo e, quindi, bersaglio nei conflitti, ma anche perché apertamente imputata di avere tradito la fiducia implicita nella domanda di conoscenza dei fatti e il diritto delle persone ad essere informate. Tanto da indurre molti individui a farsi protagonisti dell'informazione fuori dai canali ufficiali, sfruttando l'enorme potenziale comunicativo dei social e del digitale. Superato il traguardo delle venti edizioni, il Ventunesimo Rapporto sulla comunicazione si trova a dover affrontare una lettura sempre più complessa dei fenomeni che interessano la comunicazione e l'informazione, che confluisce in un'analisi dell'evoluzione delle nuove gerarchie mediali, nell'osservazione del social detox, in una disamina del ruolo delle community come ambiente informativo alternativo, nella conferma del nuovo cambio di paradigma imposto da ChatGpt, anche nell'informazione.