Siamo natura e cultura insieme, e da millenni usiamo questa doppia appartenenza per trasformare il mondo, spesso fino a distruggerlo. Non si tratta di salvare il pianeta: il pianeta andrà avanti senza di noi. Si tratta di capire che ci facciamo qui, e come potremmo starci - tutti - senza divorarci a vicenda. Uomini senza Terra non è un manifesto né uno slogan. È una domanda radicale sul nostro posto nel mondo, e sul tempo che ci resta per rispondervi. Due voci, uno sguardo verso l'orizzonte: il filosofo che osserva il presente con paziente lucidità, e il veterinario che porta dalla terra storie vive, non nostalgie, ma mappe del possibile. Insieme tracciano un ritratto dell'oggi che può guardare lontano, perché parte dai piedi, ben piantati nel suolo.