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geda fabio - una domenica

UNA DOMENICA




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Einaudi

Pubblicazione: 09/2019





Trama

Un uomo che ha trascorso quarant'anni costruendo ponti in giro per il mondo, ed è da poco rimasto vedovo, ha preparato con cura un pranzo di famiglia. È la prima volta. Ma una nipote ha un piccolo incidente e l'appuntamento salta. Preoccupato, con addosso un po' di amarezza, l'uomo esce a fare una passeggiata. E conosce Elena e Gaston, madre e figlio, soli come lui. Si siederanno loro alla sua tavola, offrendogli la possibilità di essere padre, nonno, in modo nuovo. Trasformando una normale domenica di novembre nell'occasione per riflettere sulle imperfezioni dell'amore, sui rimpianti, sulla vita che resta. In equilibrio tra nostalgia e speranza, Fabio Geda racconta una giornata che racchiude un'intera esistenza. Una storia che prima o poi ci attraversa, o ci sfiora, tutti.




Recensione Libraio

“Ho viaggiato tanto. Ma ho sempre pensato che un giorno mi sarei fermato e sarei rimasto a casa a fare ciò che non avevo fatto prima. Immaginavo i pranzi domenicali. Figli e nipoti. Io e Marcella ci saremmo fatti compagnia con la pazienza con cui ci eravamo attesi e sopportati. Anzi meglio. Con meno inquietudine”.
Il tempo che passa ha le sue logiche e la sua fredda indifferenza: Marcella se n’è andata troppo presto, prima di quei pranzi domenicali sereni con figli e nipoti, prima che si placasse l’inquietudine di una vita normale.
A sessantasette anni, il marito si trova solo, nella grande casa torinese. Una figlia a Biella, un figlio a Helsinki, un’altra in giro chissà dove, un pensiero che fa male.
La solitudine del vedovo è scandita da piccole abitudini, dalle passeggiate, dalla musica classica, videochiamate per sentirsi padre. Ma la domenica ha silenzi più lunghi e vuoti più difficili da riempire.
La visita della figlia Sonia, con le due nipotine da accogliere, è l’occasione di preparare un pranzo, come una volta, per essere ancora famiglia: il ricettario della moglie da aprire e esplorare è un modo per dare voce a un dialogo silenzioso di nostalgie e qualche rimpianto. I suoi piatti per sentirla vicino.
È stato un ingegnere molto impegnato, il protagonista, forse troppo: a costruire ponti in giro per il mondo, sempre lontano, sempre indaffarato. Alla moglie restava il compito più arduo, quello dell’attesa. Una famiglia per bene, come tante, con gli errori e gli inciampi che il tempo ha perdonato, i figli no: per loro la lontananza del padre è stata disinteresse, e, soprattutto per Giulia, con il suo incompreso amore per il teatro, si è pian piano nutrita di risentimento.
Le cose non vanno come dovrebbero, e quando i piatti sono pronti e la tavola apparecchiata, arriva una telefonata. Una bambina si è fatta male, non vengono più.
È così che il protagonista si trova in strada a camminare per lenire la delusione e la preoccupazione per la nipotina: incontrerà sul suo cammino due solitudini come la sua. Elena è giovane, senza punti riferimento e con un figlio adolescente, aggrappato al suo skateboard. A casa è tutto cucinato: un invito a pranzo strano e improvvisato, con molto pudore, abbatte le diffidenze, e segna la svolta di una giornata nella quale trovare quel senso di accudimento dimenticato, o forse rimasto sospeso.
Le confidenze tra sconosciuti nella lentezza di una domenica inaspettata portano a fare i conti con il tempo, azzardare nuovi progetti, colmare incomprensioni, e per il protagonista, costruire l’unico ponte che non aveva mai saputo realizzare: quello con i propri cari, fatto di emozioni e chiarimenti.
Una domenica di Fabio Geda concentra in un tempo e uno spazio una vita intera, nella quale Giulia, che narra, si scopre riflessa nella rilettura intima che fa di suo padre, svelando incomprensioni del passato, ma anche debolezze, e dando voce a tutte quelle parole taciute negli anni, fino alla più faticosa che si chiama perdono.
Il dialogo con il tempo porta a fare pace con tante cose, a risarcire quello che hanno lasciato dentro di sé episodi e pensieri: così gli occhi di una figlia non restituiscono solo un ritratto del padre, ma danno vita a una nuova complicità nella lontananza, colmano vuoti e riescono a fare quel passo così difficile e così necessario, che è l’accettazione della reciproca umanità e dei nuovi ruoli della vita.
“Non sono mai stata brava a gestire la fragilità dei miei genitori: nei loro confronti non ho mai smesso di sentirmi figlia e di voler essere io quella accudita. Mi veniva spontaneo pensare che essendo più vecchi di me dovessero essere migliori di me, punto: una di quelle cose scritte nel destino.”.
Con una scrittura tersa nella sua semplicità, con un tono garbato e delicato, Fabio Geda conduce nelle pieghe più nascoste dei sentimenti, nella normalità di un tempo piccolo che si dilata sul passato e scatena in chi legge una tempesta di emozioni.

Recensione di Francesca Cingoli









Altre Informazioni

ISBN:

9788806241865

Condizione: Nuovo
Collana: EINAUDI. STILE LIBERO BIG
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 184


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