Un capibara si ritrova catapultato nel Bar Splash, un luogo qualunque in una qualunque metropoli. Davanti ai suoi occhi sfila la società umana contemporanea. L'animale non giudica, non compete né produce, ma guarda, ascolta e prende appunti. Questo libro è il suo diario: un racconto ironico, malinconico e filosofico che attraversa i sintomi del nostro tempo con la calma di chi ha tutto il tempo del mondo. Ogni capitolo segna un incontro con qualcuno o qualcosa: il lavoro che ci assorbe, le relazioni che si logorano, l'identità come performance, la politica come algoritmo, la fragilità come colpa. Lo sguardo è affettuoso ma lucido, satirico ma non cinico, lento ma inesorabile. "Un capibara entra in un bar" è un ibrido tra saggio narrativo e diario esistenziale, a metà tra stand-up filosofica e critica culturale. Parla a chi si sente stanco ma non riesce a fermarsi, a chi fatica a reggere la pressione di essere sempre "qualcuno" e a coloro in cerca di compagnia nell'assurdità del presente. Prefazione di Giuseppe Civati. Postfazione di Alberto Guidetti.