«Il "Trionfo della Morte" di Gabriele d'Annunzio è un metaromanzo atto a narrare e smascherare i risvolti psicologici dei protagonisti, come certamente il Poeta aveva interiorizzato dai classici russi e francesi, superbi pionieri di quel roman d'analyse che accende i riflettori sul Novecento. Secolo al cospetto del quale d'Annunzio si sente chiamato a riflettere, ipotizzando le future sorti della narrazione contemporanea.» (Emanuela Borgatta)