Un invito alla poesia, all'amore, alle forze vitali che ci sostengono per non scivolare // nell'abisso della solitudine? Lasciami in tua compagnia // per addolcire lo scorrere dell'ora. E come Apollonio di Rodi invoca la Musa Erato: Orsù, stammi vicino, Erato e cantami... Masietta: Lascia che mi abbandoni // tra le braccia di Erato // al suono della lira. Due volti di donna si specchiano nei suoi versi: passato il tempo di essere amata oggi lei ama con occhi di meraviglia. Con gli occhi innocenti del poeta, puri, sensibili e scopre... Ogni giorno dovremmo leggere una bella poesia, diceva Goethe, per far riemergere la parte più sensibile e "fanciullina" che è in ognuno di noi perché il poeta ascolta, suggerisce, crea e non spiega mai. E Masietta scopre e fa scoprire la bellezza della natura, essenza del divino, di cui si sente parte e ne dice la serenità, la vita, il sogno, il sentirsi umana, il conforto. E nella natura mi perdo e mi ritrovo // mi sento figlio di Pan // in cerca di ciò che la natura offre.