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ripa giada - the thin line

THE THIN LINE




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 09/2020





Trama

Per questo progetto Giada Ripa ha percorso 4000 km, dal confine settentrionale italiano fino alle regioni del sud, per esplorare "un gasdotto invisibile" che attraversa autostrade, strade provinciali, foreste, parchi, fiumi e numerose "oasi naturali" della penisola.




Note Libraio

THE THIN LINE
Per questo progetto Giada Ripa ha percorso 4000 km, dal confine settentrionale italiano fino alle regioni del sud, per esplorare “un gasdotto invisibile” che attraversa autostrade, strade provinciali, foreste, parchi, fiumi e numerose “oasi naturali” della penisola.

The Thin Line oltre a presentare una serie di appassionanti microstorie fisiche e biologiche, ci racconta come in poco più di vent’anni la sensibilità e la consapevolezza di attori industriali ed economici siano cambiate – finalmente – in meglio. L’autrice costruisce una narrazione che tende a portare alla nostra attenzione estetica valori di rispetto e restauro di equilibri ambientali che richiedono una forte consapevolezza etica.

Come accade in altri suoi lavori, si trovano in questo volume forme di “appunti di viaggio” fissati su mappe e accompagnati dalle immagini di archivi: l’esplorazione di un paesaggio fisico e culturale, la ricerca storica, l’indagine antropologica ravvicinata e allo stesso tempo neutrale.

Si tratta di uno sguardo dell’autrice/ artista/ fotografa che ha l’obiettivo di testimoniare la convivenza paradossale e virtuosa nella quale la rete veloce si impegna a garantire o a migliorare un’efficienza basata sulla bassissima velocità; la convivenza tra paesaggio, riflessivo e lento, i personaggi, gli umani ma anche qualche splendido rappresentante del mondo animale.

L’artista mantiene il segreto per una parte del libro mettendo in vista solo intriganti frammenti di cartografie e le paline discrete che sembra voler far diventare l’icona di questo lavoro. A un certo punto però si prende il gusto di svelare il meccanismo nascosto che ci fa scendere e osservare la prospettiva “kubrickiana” di uno dei condotti.

Dopo l’accurata ricognizione dei luoghi attraversati dalle reti qui evocate, emerge la volontà di testimoniare la possibilità di un livello ulteriore e più efficiente di collaborazione tra chi realizza infrastrutture che ci consentono di vivere meglio e gli ecosistemi che le abitano prima durante e dopo la reaTHE THIN LINE
Per questo progetto Giada Ripa ha percorso 4000 km, dal confine settentrionale italiano fino alle regioni del sud, per esplorare “un gasdotto invisibile” che attraversa autostrade, strade provinciali, foreste, parchi, fiumi e numerose “oasi naturali” della penisola.

The Thin Line oltre a presentare una serie di appassionanti microstorie fisiche e biologiche, ci racconta come in poco più di vent’anni la sensibilità e la consapevolezza di attori industriali ed economici siano cambiate – finalmente – in meglio. L’autrice costruisce una narrazione che tende a portare alla nostra attenzione estetica valori di rispetto e restauro di equilibri ambientali che richiedono una forte consapevolezza etica.

Come accade in altri suoi lavori, si trovano in questo volume forme di “appunti di viaggio” fissati su mappe e accompagnati dalle immagini di archivi: l’esplorazione di un paesaggio fisico e culturale, la ricerca storica, l’indagine antropologica ravvicinata e allo stesso tempo neutrale.

Si tratta di uno sguardo dell’autrice/ artista/ fotografa che ha l’obiettivo di testimoniare la convivenza paradossale e virtuosa nella quale la rete veloce si impegna a garantire o a migliorare un’efficienza basata sulla bassissima velocità; la convivenza tra paesaggio, riflessivo e lento, i personaggi, gli umani ma anche qualche splendido rappresentante del mondo animale.

L’artista mantiene il segreto per una parte del libro mettendo in vista solo intriganti frammenti di cartografie e le paline discrete che sembra voler far diventare l’icona di questo lavoro. A un certo punto però si prende il gusto di svelare il meccanismo nascosto che ci fa scendere e osservare la prospettiva “kubrickiana” di uno dei condotti.

Dopo l’accurata ricognizione dei luoghi attraversati dalle reti qui evocate, emerge la volontà di testimoniare la possibilità di un livello ulteriore e più efficiente di collaborazione tra chi realizza infrastrutture che ci consentono di vivere meglio e gli ecosistemi che le abitano prima durante e dopo la reaTHE THIN LINE
Per questo progetto Giada Ripa ha percorso 4000 km, dal confine settentrionale italiano fino alle regioni del sud, per esplorare “un gasdotto invisibile” che attraversa autostrade, strade provinciali, foreste, parchi, fiumi e numerose “oasi naturali” della penisola.

The Thin Line oltre a presentare una serie di appassionanti microstorie fisiche e biologiche, ci racconta come in poco più di vent’anni la sensibilità e la consapevolezza di attori industriali ed economici siano cambiate – finalmente – in meglio. L’autrice costruisce una narrazione che tende a portare alla nostra attenzione estetica valori di rispetto e restauro di equilibri ambientali che richiedono una forte consapevolezza etica.

Come accade in altri suoi lavori, si trovano in questo volume forme di “appunti di viaggio” fissati su mappe e accompagnati dalle immagini di archivi: l’esplorazione di un paesaggio fisico e culturale, la ricerca storica, l’indagine antropologica ravvicinata e allo stesso tempo neutrale.

Si tratta di uno sguardo dell’autrice/ artista/ fotografa che ha l’obiettivo di testimoniare la convivenza paradossale e virtuosa nella quale la rete veloce si impegna a garantire o a migliorare un’efficienza basata sulla bassissima velocità; la convivenza tra paesaggio, riflessivo e lento, i personaggi, gli umani ma anche qualche splendido rappresentante del mondo animale.

L’artista mantiene il segreto per una parte del libro mettendo in vista solo intriganti frammenti di cartografie e le paline discrete che sembra voler far diventare l’icona di questo lavoro. A un certo punto però si prende il gusto di svelare il meccanismo nascosto che ci fa scendere e osservare la prospettiva “kubrickiana” di uno dei condotti.

Dopo l’accurata ricognizione dei luoghi attraversati dalle reti qui evocate, emerge la volontà di testimoniare la possibilità di un livello ulteriore e più efficiente di collaborazione tra chi realizza infrastrutture che ci consentono di vivere meglio e gli ecosistemi che le abitano prima durante e dopo la rea










Altre Informazioni

ISBN:

9788874399178

Condizione: Nuovo
Dimensioni: 267 x 23 x 196 mm
Formato: Libro rilegato
Pagine Arabe: 175


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