"Tano Festa. Dalla luce all'oggetto 1956-1970" esplora i percorsi creativi dell'artista nella fase più originale della sua attività, che lo vide immerso in una intensa pratica disegnativa e di definizione linguistica. Le opere sono rilette individuando le fonti figurative e letterarie, e sono ricollocate in posizione centrale nella storia della pittura monocroma degli ultimi anni cinquanta e nel successivo clima di ritorno alla figurazione. Sollevata dalla precoce e univoca assimilazione al 'realismo d'oggetto' e all'immaginario mediatico, la pittura di Tano Festa è restituita alla pienezza dei suoi interessi che si sono indirizzati, anche, verso inedite linee di ricerca percettive, legate alla psicologia della visione, e alla progettazione di oggetti-scultura vicini alla coeva estetica del design.