Gli eventi e gli uomini che hanno cambiato il teatro e il suo linguaggio. L'autore ha scelto, all'interno della storia del teatro dal Medioevo a oggi, i momenti più significativi e i personaggi più rilevanti che hanno contribuito a rinnovare il linguaggio teatrale attraverso i secoli. L'opera prende le mosse dalla sacra rappresentazione medievale e racconta la complessa articolazione del teatro rinascimentale dall' umanesimo al barocco. Dalle piazze, dai cortili e dalle sale la rappresentazione si sposta nei primi teatri stabili costruiti appositamente da architetti come Palladio, Scamozzi e Del Pozzo. Compaiono i primi attori professionisti, i comici dell'Arte, che sostituiscono i dilettanti sullo sfondo di apparati scenografici sempre più sontuosi. A partire dal Settecento l'attore acquista sempre più peso e nascono le prime teorie della recitazione con Lessing e Diderot. L'Ottocento, specie in Italia, vede l'aff ermarsi del "grande attore" che si fa regista di se stesso: da Gustavo Modena a Tommaso Salvini a Eleonora Duse. Nel Novecento compare, infine, il "signore della scena", il regista (Stanislavskij) che, nella sua onnipotenza, arriverà a proporre prima il ridimensionamento (Appia e Artaud) e poi l'esclusione dell'attore (Craig, Prampolini). Il volume si chiude con il teatro epico di Brecht e il teatro povero di Grotowski che restituiscono al regista e all'attore i loro ruoli distinti.