Nel 1950 Pasolini ventottenne arriva a Roma, con pochi soldi e molti manoscritti. La semi-disoccupazione lo sprona, e scrive per sfogare la sua ansia sperimentale e per non lasciarsi sopraffare da una città dall'avida violenza. Questo ribollente e intensissimo momento dell'attività pasoliniana era sparso in giornali, volumi d'occasione, riviste ormai introvabili. Il lettore lo trova ora radunato qui: racconti commoventi, squarci di verismo, riflessioni sulla parlata romanesca, pezzi giornalistici e reportage dalla forte passione civile. Curati e commentati da Walter Siti, questi testi offrono l'immagine più completa dell'incontro-scontro del provinciale Pasolini con la gigantesca, saggia, cieca e crudele «città di Dio».