13/01/2007
Di annadesimone2
4 stelle su 5
Un bel libro, che sarebbe ancora più significativo, se l'autrice avesse inserito o in un'introduzione o alla fine, la bellissima poesia scritta da un poeta fine e profondo come Alessandro Fo proprio per il suo cane, York. Vorrei colmare questa lacuna, a mio modestissimo parere, grave, per far conoscere questi versi toccanti e intensi a tutti i lettori del libro:
"Dopo, anch'io ho conosciuto / l'altra tua sofferenza: / non trovarsi in grado di spiegare. / Sono rimasto per sempre, nell'assenza, / come da vivo (e vivo ancora), il tuo cane. / Ma è superfluo parlare. / Pensami solamente. / Però non più costretto sulla spiaggia, / né te bimba fra gli esuli / sulla povera barca / senza poterci niente. //Non esistono più spiaggia né barca. // Solamente tu e io, nella tua mente, / e la tua pagina, / che ha chiuso la distanza / e ci fa abbracciare nuovamente. / Ti sia consolazione che riposo / e più non provo / la nostra sofferenza" (Alessandro Fo, Da parte di York, in Giorni di Scuola, edimond/poesia,Città di Castello 2000)