La paranoia è un aspetto cruciale e trascurato della storia giuridica come dimostra la punizione di reati costruiti su paure collettive, sospetti sistemici e deliri istituzionali. Dalla stregoneria al suicidio, passando per il cannibalismo e la sodomia, il libro spiega come la giustizia penale abbia spesso agito secondo una logica paranoica, creando colpevoli senza prove e giustificando sanzioni su base simbolica. L'autrice ricostruisce con rigore e originalità una genealogia delle forme punitive associate a questi crimini immaginari: la marchiatura dei corpi, la cancellazione della memoria, l'internamento, la schedatura, fino alle odierne tecniche di sorveglianza algoritmica Muovendosi al confine tra psichiatria, politica criminale e storia del diritto, ecco una preziosa mappa per orientarsi tra vecchie e nuove forme del controllo sociale.