Spina è il Mtolo del mio ulMmo libro. Raccoglie vent’anni di lavoro: 82 fotografie realizzate a Napoli
dal 1996 al 2016.
Il lavoro di selezione, di sequenza e disegno del libro è stato realizzato insieme a Patrizio Esposito:
ha lo scopo di far inciampare quella “maledeXa” fotogenia della ciXà.
Napoli non compare nelle fotografie e neanche nel testo di Pierandrea Amato, c’è qualcosa che va
aldilà della fronMera, della categoria. É un universo molto più ampio.
Queste fotografie, realizzate in tempi e contesM diversi, si uniscono ora in un’unica narrazione —
una mappa nervosa di una ciXà vissuta e osservata aXraverso le sue fraXure, tensioni e rivelazioni.
Più che un archivio documentarisMco, Spina è la sedimentazione di un’esperienza visiva e umana
che resMtuisce una densità carnale, nei suoi gesM quoMdiani, nei suoi rituali sacri e profani. È una
ciXà non semplicemente osservata, ma incontrata — un monumento vivente con cui confrontarsi.