In una Parigi a met? fra luogo dell'anima e carnaio vanno a radunarsi le brutture dell'oggi. Un narratore senza nome, emigrante per necessit? e per vocazione, ci conduce in un viaggio fra realt? e sogno. Una folla di personaggi bizzarri lo accompagna nel suo peregrinare: musicisti falliti, operai, studentesse d'arte disinibite, intellettuali, disperati d'ogni sorta. Vediamo sfilare: il malinconico violinista Julius, Aurore dattilografa svampita, la scatenata pittrice Amandine, il sonnacchioso gatto Bertrand. Nello sguardo disincantato del narratore, questo "Sogno nella via blu" si anima di una tensione inesauribile all'insegna del grottesco, del lirico, del fantastico, portando avanti una riflessione amara sulla miseria del vivere e sul degrado e la solitudine delle grandi citt?. In quest'universo desolato, forse soltanto lo spazio del sogno e dell'Arte sembra in grado di offrire una lettura alternativa dell'esistenza che possa ridare senso e dignit? alla vita dell'uomo.