«L'eredità di Duchamp è incalcolabile» scrive Jean Clair. «Si capisce perché gli americani, e non solo loro, abbiano fatto di Duchamp un personaggio ovunque venerato, il deus ex machina di tutta l'arte contemporanea». Sono qui raccolti tutti gli scritti teorici di Marcel Duchamp (1887-1968), che, come scriveAchille Bonito Oliva nella presentazione, «sono accumulati come una grande deriva che procede a lampi, fatti di frammenti ellittici, di rimandi e vuoti. Un'intenzionale incompiutezza li presiede. Essi non disdegnano il sogno grandioso della totalità, eppure rinnovano il senso dell'incompiutezza attraverso l'uso del frammento. Costituiscono una costellazione in cui il clima diurno e il clima notturno, la solarità del senso e l'oscurità del significante non si separano. Qui il silenzio prende la parola e la parola si assicura il silenzio».