In una distopia post-artificiale travolta dal crollo dell'informatica, l'umanità sopravvive tra rovine e gerarchie feroci. A Città sul Lago, le élite si sono asserragliate nella luminosa Cupola, mentre nei quartieri bassi i superstiti della classe terziaria si affollano attorno al Mercato dei Servizi, ai convogli dell'allocazione e alle ultime scorte di acqua potabile. Umo, giovane arrampicatore urbano cresciuto all'ombra della Guerra civile, ha abbandonato l'Arnese - un nucleo clandestino di rivoluzionari - per sprofondare nell'anonimato degli sbiellati, gli indesiderati che hanno smesso perfino di parlare. Ma la distopia non concede tregua: una fuga di informazioni, lo sbirro Piskar sulle tracce dei compagni e il calcolatore centrale della Cupola pronto a decifrare la loro ultima cifratura costringono Umo a tornare. Il tempo è scaduto. Per salvare l'Arnese e il fragile sogno di un'umanità libera dalle macchine e dai padroni, Umo dovrà affrontare i fantasmi da cui ha cercato di nascondersi: a vent'anni l'amore e l'amicizia bruciano. Sullo sfondo una città ostile e un piano folle. Arrampicate impossibili, ingranaggi rotti, bombe circuito e alleanze precarie. Ruvido tempo è una distopia tesa e verticale, dove la tecnologia superstite divora i suoi figli e la rivoluzione avanza su dita forti, ancora capaci di stringere una presa. Un romanzo di fantascienza sociale che esplora potere, memoria e resistenza in un mondo che ha dimenticato il significato della parola futuro.