Quelli che viviamo oggi sono tempi apocalittici. E in un contesto politico, sociale, ecologico e tecnologico pieno di insidie e di paure, che valore ha la scrittura? Perché i censori temono i libri in quanto luogo di un dialogo tra scrittore e lettore? E perché la lettura è guardata con sospetto dal potere? Può la letteratura aiutarci a vedere il mondo per quello che è davvero? In che modo uno scrittore resiste e testimonia i tempi in cui vive? Con Resistenza, Alberto Manguel firma il suo libro più politico, più personale, attuale e urgente, interrogandosi sul ruolo della letteratura nell'epoca della post-verità. E dalle riflessioni sul rapporto tra scrittura e verità, tra politica e letteratura, nasce un tributo appassionato al potere illuminante della parola scritta. Dall'Iliade a Cervantes, da Empedocle alla Divina Commedia, arrivando alla fisica quantistica, al pensiero politico contemporaneo e all'intelligenza artificiale, Manguel ci accompagna in un viaggio tra i capolavori del pensiero dove diviene finalmente evidente un fatto, e cioè che «la letteratura non è altro che un atto continuo di resistenza».