Nato nello stesso anno di Bill Gates e Steve Jobs, Tim Berners-Lee è l'uomo che nel dicembre del 1990, nei laboratori del CERN di Ginevra, ha dato vita al World Wide Web: la rete che ha rivoluzionato il mondo come lo conosciamo oggi. Fin dall'inizio, Berners-Lee scelse di non brevettare la sua invenzione, rendendola così libera e accessibile a tutti. Da allora, la sua adozione su vasta scala ha cambiato ogni cosa, trasformando l'umanità nella prima vera specie digitale. Attraverso il web viviamo, lavoriamo, comunichiamo, ci informiamo, ci connettiamo. Eppure, non pensiamo mai a come il web sia arrivato a noi, perché diamo per scontato che sia un bene naturale: libero, gratuito, «nostro». Oggi, però, quel bene comune appare più fragile che mai, stretto tra il potere delle grandi piattaforme, la mercificazione dei dati personali e l'impatto dei social sulla salute mentale e sulla democrazia. Con questo libro Berners-Lee torna a parlare in prima persona: non solo per raccontare la storia, le potenzialità e le sfide della tecnologia che ha contribuito a creare, ma per ribadire con forza il suo intento originario: il web è per tutti. E deve continuare a esserlo. Senza nostalgie né facili allarmismi, l'autore rifiuta l'idea che il degrado dell'ecosistema digitale sia irreversibile. Al contrario, con la competenza di chi ne ha costruito le fondamenta e con la passione di chi continua a sentirsi responsabile del suo futuro, Berners-Lee rivendica la necessità di intervenire, di ripensare le regole, di riprogettare i sistemi. Non tanto in forza del diritto degli esseri umani di restare al primo posto, ma proprio per il diritto di restare umani. Docente a Oxford e professore emerito al MIT, Berners-Lee ripercorre il passato e il presente del web, offrendo uno sguardo lucido e visionario sulle sfide che ci attendono nel mondo digitale. Un memoir rivoluzionario che racconta, insieme alla storia del web, la storia della nostra epoca moderna.