08/04/2008
Di giotatti
5 stelle su 5
Il libro di Carlo A. Clerici e Chiara Ripamonti ha
sicuramente il pregio di affrontare
trasversalmente le varie sfaccettature
dell’interfaccia della relazione medico - paziente.
Nello scorrere delle pagine ci si fa un quadro
quanto mai esaustivo, anche da un punto di vista
storico, di come il paziente si rapporti e si
confronti con la malattia, in genere, e con la
propria patologia, in particolare.
Gli autori si curano di non trascurare gli effetti
che la patologia e la sua terapia hanno, non solo
nei pazienti, ma anche, indirettamente, sui
familiari. Il paziente vive una vita di relazioni
affettive e sociali che necessariamente saranno
colpite dall’entrata in scena della malattia, con
tutti i suoi riscontri fisiopatologici e psicologici.
Nella trattazione si dedica, inoltre, ampio spazio
al trattamento dei pazienti minorenni e alla cura
dell’adolescente, nonché alla costruzione
dell’alleanza terapeutica. Si fa molta attenzione al
ruolo della famiglia, vista come utilissima risorsa,
qualora si intraprenda un percorso terapeutico
che vede il paziente e i familiari co-responsabili
insieme all’equipe del progetto di cura e del suo
processo.
A cappello, si dedica una cura particolare al
vissuto dell’operatore e al ruolo della formazione,
fino a pochi anni fa molto lacunosa, rispetto alle
dinamiche di cura con pazienti gravi e con quelli
capaci di poca compliance. L’operatore deve
spesso scontrarsi, specialmente con pazienti
gravi, con l’ineluttabilità della morte che mette a
dura prova l’onnipotenza che sottende ad alcune
scelte di professione con forti spinte altruistiche.
Si analizzano in dettaglio il ruolo dell’individualità
dell’operatore, sia esso medico o infermiere, e
quello dell’ambiente lavorativo. In un’ottica di
intervento, ma anche di prevenzione. Un
dettagliato e ben pensato indice permette la
consultazione celere degli argomenti di interesse;
un’accurata e ricca bibliografia fornisce utili
spunti riflessivi e di let