Cartonato, ill. colori e b/n. Prima scultrice in Europa, negli anni venti del Cinquecento Properzia de’ Rossi opera nel cantiere della Basilica di San Petronio a Bologna a fianco di artisti come Tribolo, Alfonso Lombardi, Amico Aspertini. La sua presenza in uno dei cantieri più importanti dell’Europa del XVI secolo desta scalpore, come anche la sua vita irrequieta, che si conclude con la morte precoce avvenuta per peste nel 1530 presso l’ospedale di San Giobbe. La sua più grave trasgressione resta comunque l’aver affrontato un’attività prima riservata agli uomini. Accanto alla scultura su grandi dimensioni, in cui la «schultora», come è definita dalle fonti, manifesta una precoce riflessione su Michelangelo e Raffaello, Properzia si misurò nella tecnica dell’intaglio che praticò su minuscoli noccioli, suscitando lo stupore dei suoi contemporanei e ottenendo l’elogio di Vasari. Nel volume l’identità della scultrice viene ricostruita non solo attraverso il catalogo delle opere, ma anche con l’inserimento di un regesto di documenti e di un’antologia delle fonti. Saggi introduttivi ne leggono l’attività in rapporto al contesto, evidenziando la vivacità culturale e artistica di Bologna negli anni che precedono il grande evento dell’incoronazione di Carlo V a imperatore.