Dopo aver analizzato in un precedente libro quel Neoclassicismo che fondò il proprio progetto di rigenerazione in una programmatica imitazione della bellezza lasciataci in eredità dall´antichità classica, questo volume passa ad indagare quei movimenti artistici che radicalizzarono ulteriormente questo ritorno all´antico, scegliendo modelli a volte ancor più lontani nel tempo e comunque remoti dal presente. Si passano così in rassegna i Primitifs, un gruppo che si staccò dal pittore Jacques-Louis David estremizzandone l´insegnamento, i Nazareni, i Puristi, i Preraffaelliti e tutte quelle conventicole artistiche, per tanti aspetti precorritrici delle avanguardie novecentesche, che ebbero un comune denominatore nella teoria e nella pratica dell´"avanzare regredendo" e nel rifiuto della società industriale, percepita come una minaccia alla sopravvivenza stessa dell´arte. Recuperare l´innocenza di uno sguardo incorrotto, "primitivo", divenne la parola d´ordine di questi gruppuscoli, che in tal modo affermavano l´insopprimibile "alterità" dell´arte nel mondo moderno.