26/09/2013
Di m.con.bomba
5 stelle su 5
Un romanzo, “Prima che scenda la notte” (Ed. Robin) di cui l'autore non passa inosservato: il senatore Enrico Graziani, militante politico del PCI negli anni 70-80, oggi carismatico portavoce nelle battaglie contro le devastazioni ambientali che stanno sconvolgendo la comunità abruzzese. Già autore di numerosi lavori, questo, però, non è un libro di politica: è un romanzo, una sorta di biografia narrata da un personaggio, Federico, che nell’arco di una giornata trascorsa nella vecchia casa paterna, racconta sotto forma di ripresa mnemonica tutto quanto ha vissuto, tutto ciò che ha maturato, ma soprattutto tutto quello che ha portato a compimento con le sue scelte politiche, umane e sentimentali. Ci troviamo di fronte ad un romanzo denso di analisi psicologiche, di riflessioni filosofiche, di intime meditazioni che si snodano attraverso il racconto di episodi di vita di un passato dentro cui molti lettori ri-troveranno il proprio passato, fatto di miserie, di lotte, di grandi ideali, di spregiudicati amori, di voglia di essere “incisivi” dentro una società che reclama il diritto di essere migliorata. Federico è un personaggio affascinante: parte dal proprio paesino con la spinta di chi è animato dall’infinita voglia di realizzare sogni e speranze che ogni giovane generazione porta in sé. Descrive la sua infanzia, con i personaggi tipici della cultura contadina del Meridione, facendo ricorso a colorite espressioni dialettali; si appassiona nel rammentare l’amore per la politica attraverso gli incarichi, le lotte ma, anche, le contraddizioni e i dissapori che a volte “fermentano” dentro il partito di appartenenza; si infiamma di passione nel far riaffiorare i suoi giovani amori regalando al lettore il racconto di alcuni momenti di intimità tanto forti da lasciare “senza fiato”.
M.CONCETTA BOMBA