L'opera affronta il tema del Pragmatismo americano da un punto di vista sia storiografico sia teoretico. L'autore approfondisce le origini del termine "pragmatismo" spiegando come l'annoso - e ancora apparentemente irrisolto - dibattito sul corretto significato del termine rappresenti una conferma indiretta della totale mancanza di comprensione delle idee pragmatistiche. Il creatore del neologismo in quanto sostantivo fu James, non Peirce, per il quale il Pragmatismo non era nient'altro che un aggettivo essenzialmente irrilevante della sua più ampia logica categoriale. Gran parte dell'originalità dell'opera consiste nella dimostrazione della centralità del pensiero del collega F.C.S. Schiller, sia all'interno del movimento pragmatistico sia per lo stesso James. In forte polemica con le ricostruzioni accademiche oggi vigenti, il Pragmatismo viene qui restituito al suo vero contesto culturale, il quale non è rappresentato dalla contrapposizione tra la nascente filosofia analitica e la sua rivale continentale, ovvero dal conflitto tra una concezione positivistica della scienza e una caratterizzazione fenomenologica della filosofia, ma dalla più antica e perenne tradizione umanistica occidentale.