Un turno di lavoro, un cartone di birra, i piselli che il bambino non vuole mangiare. Il tono è piatto, quasi di cronaca, eppure, proprio in quella piattezza si aprono crepe improvvise: un labbro gonfio che nessuno nomina, un palmo pieno di pillole bianche. "Poesie di Visano" sa che il dramma non ha bisogno di essere dichiarato per essere percepito, e che il dettaglio più banale può contenere tutto il peso di un rapporto che resiste e si consuma. Un libro capace di stare nel disagio senza spettacolarizzarlo, e di restituire la bellezza senza che sembri un riscatto.