Claudia cresce in una famiglia segnata da silenzi, aspettative e fratture invisibili. Fin dall'infanzia impara che l'amore può essere instabile, che l'appartenenza ha un prezzo, che partire a volte è l'unico modo per restare fedeli a se stessi. L'esilio, reale e simbolico, diventa presto una costante: l'Inghilterra, l'Africa, le città, le case, i corpi, gli amori. Tra relazioni assolute e difficili, maternità desiderate e perdute, lavori che salvano e feriscono, relazioni assolute, questo libro attraversa il tempo senza indulgenza e senza vittimismo. Ogni esperienza, anche la più dolorosa, viene guardata con lucidità, trasformata in materia viva, restituita come conoscenza. È una storia intensa, fatta anche di perdite ma soprattutto di resistenza. Di come si possa cadere molte volte senza smettere di cercare. Di come il dolore, se ascoltato, possa diventare passaggio e non condanna. Un memoir intenso e onesto, che non cerca risposte definitive, ma resta fedele al mistero dell'esistere.