Brossura con alette, ill. colori e b/n. L'etichetta di decoratore, che nel passato è spesso servita a collocare uno dei più fascinosi artisti del Rinascimento italiano in un ambito secondario, è qui usata come indispensabile chiave di approfondimento delle motivazioni di storia e di stile che condussero il pittore a farsi originalissimo interprete delle esigenze di alcuni tra i più influenti patrizi veneziani del tempo, mirate a dar luogo a un rinnovamento radicale dei rapporti tra pittura, scultura e architettura all'insegna del classicismo della grande maniera del Cinquecento tra Roma, Mantova e Fontainebleau. Una vena decorativa, quella veronesiana, tanto potente da preludere, con le grandi Cene degli anni sessanta e settanta, alla futura complessità spaziale della civiltà pittorica seicentesca.