«La prima scultura che avevo in testa era una specie di casacapanna». Da questa dichiarazione di Mimmo Paladino prende avvio il presente volume, concepito come progetto parallelo alla mostra personale dell'artista a Palazzo Citterio, che accoglie I Dormienti, capolavoro di Paladino e una delle opere iconiche dell'artista, insieme a un nucleo di disegni del 1973, nei quali si rivela già con chiarezza quella tensione alla traccia e a una registrazione di una memoria sempre attiva che attraverserà, negli anni, tutta la sua ricerca. Il libro, a cura di Lorenzo Madaro, affronta per la prima volta in maniera sistematica una delle traiettorie più profonde del suo lavoro: il rapporto con lo spazio, inteso non come semplice contenitore, ma come organismo sensibile, soglia percettiva, campo di trasformazione. Dalla pittura alla scultura, dall'installazione all'intervento ambientale, Paladino ha progressivamente oltrepassato il quadro, facendo dell'opera una presenza capace di modificare il luogo, di abitarlo e di interrogarlo. Contributi di Angelo Crespi, Mauro Covacich e Lorenzo Madaro con apparati a cura di Simone Melis (Archivio Paladino).