PAESAGGI MERIDIONALI presenta una serie di fotografie realizzate da Fulvio Magurno alla metà degli anni Ottanta. Un lavoro realizzato in un bianco e nero denso e insistente attraverso il quale l’autore disegna con cura il contorno e il peso degli oggetti, e determina il valore degli spazi.
In questi paesaggi meridionali compaiono, spesso estratti da un fondo nero (perché chiari o per l’azione della luce), sculture, manufatti di tipo artistico ma anche porzioni di architetture, strutture di ogni tipo che concorrono al grande processo di antropizzazione del paesaggio, anche in cemento armato, che si impongono nei luoghi che abitiamo aggiungendosi alla originaria natura, ma anche figure della segnaletica, panni stesi dall’aspetto di presenze umane, automobili coperte da teloni che, oggetti misteriosi pur nella loro riconoscibilità, rimandano alle opere di Christo, animali dipinti o scolpiti, muretti e soglie che definiscono lo spazio, particolari di decorazioni, abiti disabitati di sapore magrittiano, colonne, texture materiche, manifesti, manichini, segni presenti sul terreno come lasciati da un intervento di Richard Long, pali e infine, ma importanti, ombre, che a loro volta sono vere e proprie figure, anche se non fisiche, come ci ha insegnato Victor Stoichita. Questo elenco di “cose” presenti nelle malinconiche fotografie meridionali di Magurno parla di presenza della storia nel presente (di allora come di oggi) e di apparizioni continue di elementi della storia dell’arte, sia essa l’arte antica o si tratti invece di costanti richiami all’arte contemporanea.