Il libro Oscilla la notte è un libro che attraversa il presente come un campo instabile, un territorio in cui la materia del mondo - politica, lavoro, violenza, linguaggio, memoria - entra in collisione con l'esperienza individuale. Alessandro Trionfetti scrive da un punto di equilibrio precario: la notte, appunto, come spazio mentale e storico in cui nulla è fermo, nulla è pacificato. I testi oscillano tra visione e cronaca, ironia e disperazione, riflessione civile e improvvise epifanie quotidiane. La voce poetica si misura con i grandi eventi e con i dettagli minimi, con il disastro collettivo e con la fragilità del corpo, con la lingua logorata dall'uso e la necessità di rimetterla continuamente in gioco. Ogni poesia è un tentativo di resistenza: contro l'assuefazione, contro la semplificazione, contro l'idea che il linguaggio non abbia più forza. Ne emerge un libro teso, mobile, attraversato da immagini potenti e da un pensiero inquieto, che non offre consolazioni ma chiede attenzione. Oscilla la notte invita il lettore a sostare in questa instabilità, a non distogliere lo sguardo, a riconoscere nella poesia uno spazio ancora vitale di interrogazione e di confronto con il reale.