In un'epoca in cui ogni decisione sembra dover passare attraverso il parere di uno specialista, Odio l'esperto smonta con ironia filosofica il mito contemporaneo dell'autorità tecnica. Pietro Cattana indaga la figura dell'esperto come nuovo sacerdote della società digitale: colui che interpreta il sapere, gestisce la paura e indica al pubblico cosa è giusto pensare, fare, temere. Attraverso paradossi, satira e riferimenti filosofici classici, il libro mostra come il culto della competenza possa trasformarsi in una forma sottile di dominio, dove la delega totale sostituisce il pensiero critico. Tra Hobbes e Molière, tra pandemia e tecnocrazia, Cattana costruisce un pamphlet lucido e provocatorio sulla nostra rinuncia collettiva all'autonomia di giudizio.