"Caruso manifesta una visione della realtà significativamente diversa da quella che va per la maggiore, in poesia e non soltanto: niente tormenti, inquietudini, esistenzialismi, bensì espressioni e proposizioni di apertura vitale, con tutta la sua diffusa bellezza che ora, appunto, viene evocata sin dal titolo. Dal buono al bene, e di qui al bello, si verifica quindi un passaggio quasi spontaneo, sancito dalla sensibilità e dalla coscienza, un bene che guarda ad un orizzonte ultraterreno ma inizia qui e adesso, velato di mistero (e dal Mistero) ma accessibile e attingibile". (dalla prefazione di Stefano Valentini). Postfazione di Milly Bracciante.