In un tempo segnato da mobilità, nuove fragilità e pluralità di storie e linguaggi, il volume invita ad assumere una responsabilità educativa nei contesti della prima infanzia: riconoscere la pluralità come condizione umana ed assumere una postura autenticamente interculturale. Non si propone un'intercultura "speciale" per contesti ritenuti multiculturali, ma una prospettiva che orienti lo sguardo e l'azione, un invito a decostruire le proprie cornici di riferimento. Rivolto a coloro che lavorano nei contesti educativi 0-6, ai formatori, agli studenti e alle studentesse, ma anche ai decisori politici, il volume intreccia riflessioni teoriche con la ricerca empirica nei servizi di Roma Capitale, dando evidenza a rappresentazioni, pratiche, nodi critici, risorse e bisogni formativi del personale educativo. Il risultato è una proposta che tiene insieme riflessione e operatività: una bussola per riconoscere ciò che già funziona, nominare ciò che spesso resta implicito, e progettare pratiche e dispositivi formativi più coerenti con la complessità dei servizi. Perché, in fondo, «non è mai troppo presto per coltivare, nei nidi e nelle scuole dell'infanzia, un'educazione interculturale e di giustizia sociale».