"NO" affronta il tema della guerra attraverso gli occhi dell'infanzia, con una narrazione essenziale e un linguaggio visivo simbolico e potente, capaci di renderne l'assurdità. "NO" è un rifiuto viscerale dell'orrore della guerra nato da un senso di impotenza, dolore e rabbia. Un'opera disturbante, che non ci offre consolazioni facili, ma guardare altrove non è un'opzione.