Carralon era aperta campagna, pascoli, fattorie, grandi spazi per una piccola comunità molto unita. Ora è campi incolti, recinzioni e il basso continuo dalla miniera Lentzer che offusca l'aria con la sua polvere e inquina il silenzio con un costante brusio. A Carralon, a casa, era tornato Sam cinque anni fa per festeggiare il compleanno con gli amici e avviare una ricerca sull'impatto della miniera sulla vita della gente. Di chi è rimasto: perché molti hanno venduto case e terra, attratti dai facili guadagni, e se ne sono andati; chi ha detto di no ha perso la sua occasione e ora è costretto a svendere alla Lentzer o a restare suo malgrado in un paese quasi ridotto a fantasma. La sera del suo compleanno Sam è scomparso, e la sua famiglia, attraversata dal dolore, si è sfaldata. Resta il rito di ritrovarsi una volta l'anno insieme nella vecchia casa a ricordarlo: il padre Griff, che per la miniera ora lavora, la madre Ro, che è andata a fare il medico in città, e Della, la sorella che a sua volta ha scelto una vita altrove. Ma quest'anno nella malinconia s'insinua il sospetto, e il desiderio di poter porre la parola fine al mistero induce Ro a riaprire una sua indagine fondata sulla nostalgia, sull'amore e sulla convinzione che qualche traccia di Sam debba essere rimasta. E ognuno dei vicini ha qualcosa da nascondere: chi vorrebbe liberarsi del passato, chi ancora crede nel sogno di una vita semplice, i giovanissimi annoiati, le donne rimaste sole a coltivare la fiducia nel futuro. In lontananza i profili di tre case diverse, già abbandonate da tempo, che con i loro occhi ciechi guardano la valle e custodiscono i loro segreti dietro le assi che sbarrano le porte. Ancora una volta Jane Harper intreccia le atmosfere tese del thriller con il suo fine scavo nella mente e nel cuore dei personaggi, portando alla luce le ragioni inconfessabili e irragionevoli che possono fare di un essere umano un assassino.