Ciò che riesce a Lucarelli, in questo libro, forse più che in altri, è dimenticare la propria presenza e lasciare che un'altra presenza, quella di Nanni Balestrini, dica di sé e, proprio per lasciare che sia lo stesso uomo gentile a raccontarsi, Lucarelli adotta uno stile letterario diverso da altri suoi testi, uno stile caratterizzato dall'assoluta assenza di punteggiatura, tutto che scorre fluidamente senza interruzioni, affrontando in un certo senso, la sfida di raccontare Balestrini non solo attraverso Balestrini ma à la Balestrini; una sfida che, dopo aver letto il libro, si può dire vinta.