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acidini luchinat cristina; amendola aurelio (fot.) - michelangelo scultore

MICHELANGELO SCULTORE

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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 10/2006





Trama

Michelangelo Buonarroti - tra gli artisti di ogni tempo forse il più noto al mondo - considerava la scultura come l'arte "sua" più di ogni altra, un'arte che si fa "per via di levare" e che dunque non ammette errori. Di Michelangelo scultore è questo il primo libro che, nonostante una bibliografia pressoché sterminata, e potendo peraltro anche riferirsi agli studi più recenti, abbracci e illustri l'intera produzione. Dagli esordi in giovanissima età fino alle prove estreme e al precoce formarsi di un vero e proprio "mito", viene qui fittamente percorsa l'intera vicenda umana e artistica del Buonarroti, infine integrata da schede di approfondimento delle singole sculture e dei complessi di statuaria: di ogni opera sono così presentati i dati tecnici, l'origine, la storia materiale, l'iconografia e le prove grafiche di riferimento. Completano la trattazione le splendide fotografie che, di ogni singola opera, propongono angolature differenti e numerosi dettagli, facendo così risaltare, dei magistrali lavori di Michelangelo, la potenza e insieme la delicatezza.




Note Libraio

Cartonato con sovraccoperta, in cofanetto; ill. b/n. Il volume di Cristina Acidini Luchinat, edito da Federico Motta Editore, raccoglie ed illustra con gli scatti di Aurelio Amendola l’intera produzione scultorea del Buonarroti, colmando una lacuna del panorama editoriale internazionale.
Il libro è composto da una prima parte di saggi critici che riaffrontano la figura dell’artista alla luce dei recenti dati emersi da campagne diagnostiche, puliture, restauri, acquisizioni informatiche e restituzioni digitali.
La seconda parte raccoglie invece dettagliate schede delle opere e dei complessi di statuaria realizzati dal Buonarroti.
I capitoli iniziali sono dedicati ai primi trent’anni dell’artista e approfondiscono con particolare attenzione il passaggio dallo studio dell’Antico alla dimensione colossale nelle opere di Michelangelo, concentrandosi sulla sua formazione di scultore nel Giardino di San Marco di Lorenzo il Magnifico e sulle sue opere giovanili realizzate tra Firenze, Bologna e Roma.
Tra queste possiamo ricordare la Battaglia dei centauri, la Madonna della Scala, il Crocifisso ligneo, i Santi Procolo e Petronio nell’ Arca di San Domenico a Bologna, il Bacco, la Pietà Vaticana e il David (1504).
I capitoli successivi si concentrano invece sui grandi incarichi eseguiti per conto dei Medici (Tombe Medicee nella Sagrestia Nuova di Firenze) e per conto di Giulio II, che nel 1505 chiama il Buonarroti a Roma per commissionargli il monumento sepolcrale da collocare all’interno della vecchia basilica di San Pietro.
Prende così l’avvio una vicenda di contrasti con il pontefice e i suoi eredi, che si concluderà con la realizzazione di un progetto assai ridotto rispetto al grandioso piano iniziale: il mancato compimento di quest’opera fu molto doloroso per Michelangelo, che ne parlò come della “tragedia della sepoltura”.
Giulio II muore nel 1513 e si ripropone il problema del monumento funebre: i lavori della tomba vengono ripresi secondo un nuovo progetto.
Di questo nuovo incarico ci restano il Mosè e i due PrigCartonato con sovraccoperta, in cofanetto; ill. b/n. Il volume di Cristina Acidini Luchinat, edito da Federico Motta Editore, raccoglie ed illustra con gli scatti di Aurelio Amendola l’intera produzione scultorea del Buonarroti, colmando una lacuna del panorama editoriale internazionale.
Il libro è composto da una prima parte di saggi critici che riaffrontano la figura dell’artista alla luce dei recenti dati emersi da campagne diagnostiche, puliture, restauri, acquisizioni informatiche e restituzioni digitali.
La seconda parte raccoglie invece dettagliate schede delle opere e dei complessi di statuaria realizzati dal Buonarroti.
I capitoli iniziali sono dedicati ai primi trent’anni dell’artista e approfondiscono con particolare attenzione il passaggio dallo studio dell’Antico alla dimensione colossale nelle opere di Michelangelo, concentrandosi sulla sua formazione di scultore nel Giardino di San Marco di Lorenzo il Magnifico e sulle sue opere giovanili realizzate tra Firenze, Bologna e Roma.
Tra queste possiamo ricordare la Battaglia dei centauri, la Madonna della Scala, il Crocifisso ligneo, i Santi Procolo e Petronio nell’ Arca di San Domenico a Bologna, il Bacco, la Pietà Vaticana e il David (1504).
I capitoli successivi si concentrano invece sui grandi incarichi eseguiti per conto dei Medici (Tombe Medicee nella Sagrestia Nuova di Firenze) e per conto di Giulio II, che nel 1505 chiama il Buonarroti a Roma per commissionargli il monumento sepolcrale da collocare all’interno della vecchia basilica di San Pietro.
Prende così l’avvio una vicenda di contrasti con il pontefice e i suoi eredi, che si concluderà con la realizzazione di un progetto assai ridotto rispetto al grandioso piano iniziale: il mancato compimento di quest’opera fu molto doloroso per Michelangelo, che ne parlò come della “tragedia della sepoltura”.
Giulio II muore nel 1513 e si ripropone il problema del monumento funebre: i lavori della tomba vengono ripresi secondo un nuovo progetto.
Di questo nuovo incarico ci restano il Mosè e i due PrigCartonato con sovraccoperta, in cofanetto; ill. b/n. Il volume di Cristina Acidini Luchinat, edito da Federico Motta Editore, raccoglie ed illustra con gli scatti di Aurelio Amendola l’intera produzione scultorea del Buonarroti, colmando una lacuna del panorama editoriale internazionale.
Il libro è composto da una prima parte di saggi critici che riaffrontano la figura dell’artista alla luce dei recenti dati emersi da campagne diagnostiche, puliture, restauri, acquisizioni informatiche e restituzioni digitali.
La seconda parte raccoglie invece dettagliate schede delle opere e dei complessi di statuaria realizzati dal Buonarroti.
I capitoli iniziali sono dedicati ai primi trent’anni dell’artista e approfondiscono con particolare attenzione il passaggio dallo studio dell’Antico alla dimensione colossale nelle opere di Michelangelo, concentrandosi sulla sua formazione di scultore nel Giardino di San Marco di Lorenzo il Magnifico e sulle sue opere giovanili realizzate tra Firenze, Bologna e Roma.
Tra queste possiamo ricordare la Battaglia dei centauri, la Madonna della Scala, il Crocifisso ligneo, i Santi Procolo e Petronio nell’ Arca di San Domenico a Bologna, il Bacco, la Pietà Vaticana e il David (1504).
I capitoli successivi si concentrano invece sui grandi incarichi eseguiti per conto dei Medici (Tombe Medicee nella Sagrestia Nuova di Firenze) e per conto di Giulio II, che nel 1505 chiama il Buonarroti a Roma per commissionargli il monumento sepolcrale da collocare all’interno della vecchia basilica di San Pietro.
Prende così l’avvio una vicenda di contrasti con il pontefice e i suoi eredi, che si concluderà con la realizzazione di un progetto assai ridotto rispetto al grandioso piano iniziale: il mancato compimento di quest’opera fu molto doloroso per Michelangelo, che ne parlò come della “tragedia della sepoltura”.
Giulio II muore nel 1513 e si ripropone il problema del monumento funebre: i lavori della tomba vengono ripresi secondo un nuovo progetto.
Di questo nuovo incarico ci restano il Mosè e i due Prig










Altre Informazioni

ISBN:

9788871794884

Condizione: Nuovo
Collana: GRANDI LIBRI D'ARTE
Formato: Libro rilegato
Pagine Arabe: 319


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