Ugo Marini, ingegnere sessantaduenne, caduto in disgrazia per colpa di un socio disonesto e dell'accanimento del destino nei suoi confronti, è diventato un clochard e vive a Monza da quindici anni. Rispetto a tanti nelle sue condizioni, però, ha sempre mantenuto i contatti con il mondo circostante grazie alla passione per la lettura e l'onomastica. Una notte, mentre sta dormendo sotto il portico dell'Arengario, qualcuno gli getta contro una molotov.