Che cosa accade al messianismo quando la Storia perde la propria innocenza? In questo libro intenso e lucidissimo, Giacomo Marramao attraversa il pensiero ebraico e lo incrocia con i grandi critici della modernità, da Benjamin e Adorno a Blanqui e Nietzsche. Ne emerge l'idea paradossale e affascinante di un «messianismo senza attesa»: non più promessa rinviata alla fine dei tempi, ma forza che agisce nell'«attimo del pericolo», nel cuore delle crisi del presente. L'orrore del fascismo, il mito del progresso, la seduzione dell'eterno ritorno vengono letti come figure di un medesimo incantesimo da spezzare. Contro ogni fede cieca nelle generazioni future, Marramao rovescia la prospettiva: siamo noi a essere attesi dai morti, portatori di una «debole forza messianica» verso gli sconfitti della storia. Un saggio filosofico-politico rigoroso, che interroga la nostra epoca post-religiosa e post-secolare e mostra come, anche oggi, la piccola porta del Messia possa aprirsi là dove si decide di agire per la giustizia.