Nicky Allt era un teenager squattrinato del rude distretto di Kirby, uno dei tanti sobborghi dove erano state trasferite migliaia di famiglie di Liverpool. L'ambiente ancorché bucolico era molto violento, e gli skinheads si scontravano con altre mobs di aree confinanti. Nicky ambiva a qualcosa in più del classico menù a base di disoccupazione, droga e impari opportunità che sembrava venir offerto alle masse di giovani annoiati e alla fine degli anni settanta questo significava dedicarsi passionalmente a vestiti, musica e Liverpool FC. Si è ben presto unito a una crew di giovani scallies che vestivano e parlavano differentemente e che alla partita non si piazzavano nel Kop ma nella Anfield Road End, a contatto con i pochi tifosi ospiti che si arrischiavano a visitare uno fra gli stadi più a rischio. Tagli di capelli e frammenti di look rubati alla scena new wave, abbinati all'esplosione dello sportswear avrebbe dato vita a quello che (una volta arrivato a Londra) sarebbe stato etichettato come fenomeno casual, anche se a Liverpool si parlava di smoothies e non di casuals. Erano uno strambo campionario di drittoni, manoleste e picchiatori, per loro ogni divieto d'accesso era una sfida e ogni cartellino del prezzo una barzelletta. Ben presto si sono ritrovati "on the road", anche perché l'autostrada era dietro casa e ogni volta che il LFC giocava in trasferta l'autostoppismo militante presidiava in massa lo svincolo di Haydock. Una volta imparato come utilizzare treni e navi senza l'obbligo di pagare un biglietto i confini si sono aperti come d'incanto. Saltavano all'occhio ovunque andassero, per i vestiti certo ma soprattutto per quella tipica arroganza Scouse. I Reds conquistavano l'Europa e le trasferte dei Road Enders sarebbero entrate nella leggenda. Hanno attraversato in lungo e in largo il Continente con le loro borse Adidas e praticamente senza soldi, divertendosi, rubando, facendo a botte ed entrando in qualsiasi stadio senza pagare.