Melanconia E Creazione In Vincent Van Gogh - Recalcati Massimo | Libro Bollati Boringhieri 10/2014 - HOEPLI.it


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recalcati massimo - melanconia e creazione in vincent van gogh

MELANCONIA E CREAZIONE IN VINCENT VAN GOGH Nuova edizione accresciuta




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 10/2014





Trama

In Vincent Van Gogh la relazione tra esistenza e opera, tra malattia mentale e creazione ha fornito materia a una lunga tradizione interpretativa, soprattutto psicoanalitica. Nessuno però ha saputo, al pari di Massimo Recalcati, mettere in rapporto malinconia e dipinti senza cedere a tentazioni patografiche, nel rispetto pieno dell'autonomia dell'arte. Per nessi illuminanti Recalcati procede dalle radici familiari della sofferenza psicotica di Vincent - venuto al mondo nel primo anniversario della morte del fratellino del quale gli fu imposto il nome - alla scelta di vivere da sradicato la propria indegnità di figlio vicario, alla spinta mistica verso la parola evangelica, fino all'estrema devozione alla pittura. Le maschere del Cristo e del "giapponese" servono a Van Gogh per darsi un'identità di cui si sente privo. I suoi quadri costituiscono lo sforzo estremo di attingere, attraverso la luce e il colore, direttamente all'assoluto, alla Cosa stessa. Ma la consacrazione all'arte, che all'inizio lo aveva salvato dalla malinconia originaria, si rivela ciò che lo fa precipitare negli abissi della follia. Il suo movimento pittorico e biografico dal Nord al Sud lo avvicina troppo al calore incandescente della Luce e in questa prossimità, come nel mito di Icaro, egli finisce per consumarsi.




Note Libraio

Dolore e colore: in Vincent Van Gogh è ben più di una suggestiva assonanza. Quegli spiazzanti toni aranciati, quei forsennati gialli cromo, quei sontuosi blu assoluti da "colorista arbitrario" - così amava definirsi - non erano dettati da gusto per l'eccesso. Se si fosse trattato soltanto di infrangere qualche consuetudine pittorica d'accademia, Van Gogh non avrebbe scritto, nell'ultima lettera che portava addosso nel momento in cui si sparò, la frase che racchiude il senso della sua attività artistica: "nel mio lavoro rischio sempre la vita". Dipingere voleva dire infatti per lui avventurarsi al confine tra forma e informe, sperimentare la potenza pericolosa di uno stato-limite. E varcare, prima o poi, l'argine di sicurezza. L'intersezione, in Van Gogh, tra esistenza e opera, tra malattia mentale e creazione ha fornito materia a una lunga tradizione interpretativa, soprattutto di marca psicoanalitica. Nessuno però ha saputo, come fa Massimo Recalcati, mettere in rapporto melanconia e dipinti senza appiattimenti biografici, nel rispetto dell'autonomia dell'arte. Attraverso nessi mai ovvi Recalcati procede dalle origini familiari della sofferenza psicotica - Vincent venne al mondo nel primo anniversario della morte del fratellino di cui gli fu imposto il nome - alla scelta di vivere da sradicato l'indegnità di figlio-sostituto, fino all'estrema devozione alla pittura, ossessionato dall'"alta nota gialla", ossia dall'incandescenza della luce del Sud catturata sulla tela.







Altre Informazioni

ISBN:

9788833926261

Condizione: Nuovo
Collana: NUOVA CULTURA'
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 160






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