Mario Giacomelli è riconosciuto tra i maestri della cultura visiva del Novecento. La sua fotografia si radica nelle Marche per oltrepassarne i confini e diventa linguaggio universale. Documentazione e trasfigurazione si intrecciano: il reale si fa materia di metamorfosi, il bianco e nero campo d'intensità piuttosto che di racconto. Tra realismo e "informale", Giacomelli sperimenta: sovrimpressioni, tagli, montaggi, a trasformare l'immagine in rivelazione, mentre l'archivio personale si apre come serbatoio poetico. Pubblicato nella collana Electaphoto, il volume è curato da Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli e accompagna la mostra "Mario Giacomelli. Oltre il visibile" (Aosta, Centro Saint-Bénin, 21 marzo - 13 settembre 2026) ma supera la dimensione del catalogo, configurandosi come una vera e propria monografia riccamente illustrata che restituisce, attraverso una ricca selezione di immagini e di accostamenti in pagina, un percorso critico inedito nell'opera del fotografo di Senigallia: ne emerge un'opera insieme concreta e senza confini, capace di parlare al presente con una forza che resta.