Il testo è, per molti aspetti, è un'articolata inchiesta sulle connivenze politiche e governative legate alle clientele ed alle consorterie che si muovono sullo sfondo del primo grande crimine mafioso dell'Italia unitaria: il delitto Notarbartolo (1° febbraio 1893). Il secondo shock mafioso sarà l'agguato mortale a Joe Petrosino - tenente della Polizia di New York -, assassinato dalla sinergia criminale di Mafia siciliana e Mano Nera italo-statunitense a Palermo la sera del 12 marzo 1909 in un complotto internazionale orchestrato da Don Vito Cascio Ferro, il più importante boss della mafia di questo secolo.