Tra omaggi a Edogawa Ranpo e Bette Davis, rivisitazioni di antiche leggende popolari e incursioni nell'universo inquietante degli yôkai, Maruo Suehiro costruisce un'antologia di sei racconti sospesi tra orrore, violenza, erotismo e disperazione. Un viaggio nelle zone d'ombra dell'animo umano, dove il grottesco si intreccia al sublime e l'eccesso diventa linguaggio poetico. Cuore pulsante della raccolta è La città della non resistenza, un piccolo capolavoro ambientato nella Tôkyô del Dopoguerra: un paesaggio morale devastato in cui Maruo condensa e sublima i temi centrali della sua poetica visionaria. Trauma storico, corpi martoriati, desiderio e abiezione si fondono in un racconto di rara potenza, capace di trasformare la memoria collettiva in incubo simbolico.